TriNations: la Nuova Zelanda è al comando aspettando l’Australia
Questo sabato la Nuova Zelanda ha vinto il secondo dei due incontri contro il Sud Africa che hanno iniziato il TriNations dopo aver vinto il primo il sabato precedente. In questo modo gli All Blacks si sono portati al comando della classifica provvisoria in maniera autorevole in quanto hanno segnato quattro mete in entrambi i match aggiudicandosi ogni volta un punto di bonus oltre ai quattro per la vittoria.
I punteggi delle due partite non lasciano molto spazio a interpretazioni: la Nuova Zelanda ha vinto il primo incontro per 32-12 e il secondo per 31-17. I campioni del mondo sudafricani hanno subito l’aggressività degli avversari e in entrambe le occasioni hanno mostrato lacune che sicuramente stanno preoccupando innanzitutto il loro staff tecnico ma certamente anche i loro tifosi.
Dal punto di vista tecnico il principale problema del Sud Africa è stata la difesa: per i campioni del mondo è inaccettabile subire quattro mete in un incontro, figuriamoci se ciò avviene per due incontri di fila. In questo senso la situazione sudafricana può essere ben vista nell’ultima meta subita questo sabato: i neozelandesi volevano far avanzare la palla con un calcio che però è stato malamente “ciabattato” eppure i difensori sudafricani non sono riusciti a impossessarsi della palla, ripresa dagli All Blacks i quali hanno cominciato ad avanzare metro dopo metro facendo a cornate con gli avversari e dopo una dozzina di fasi di gioco hanno trovato un buco nella difesa che ha permesso loro di segnare. Decisamente male per i campioni del mondo.
Oltre ai problemi tecnici i sudafricani hanno mostrato un certo nervosismo con falli anche stupidi che hanno finito per condizionare entrambe le partite dato che nelle prime fasi di gioco c’è stato un cartellino giallo per un giocatore sudafricano: nella prima partita Bakkis Botha ha dato una testata a Jimmy Cowan, nella seconda il sostituto dello squalificato Botha, Danie Rossouw, ha prima tentato di mettere le dita negli occhi di Richie McCaw e poi, non contento, gli ha dato un calcetto. Come se non bastasse Jean de Villiers è stato squalificato per un placcaggio pericoloso. Certamente dai campioni del mondo ci si aspetta ben altra disciplina. Dulcis in fundo, l’allenatore sudafricano si è molto lamentato dell’arbitraggio, non certo un comportamento abituale nel mondo del rugby.
L’unica nota positiva per il Sud Africa è che almeno nella seconda partita sono riusciti a segnare due mete laddove nella prima avevano segnato solo su calci di punizione.
I neozelandesi hanno invece mostrato fin dall’inizio le loro intenzioni con la danza di guerra “haka”: in entrambe le partite hanno optato non per la classica versione “Ka Mate” bensì per la “Kapa O Pango”, la danza speciale creata per le occasioni davvero importanti che un paio di anni fa fu al centro di una controversia perché nella versione originale terminava con il gesto del taglio della gola mentre i giocatori mostravano la lingua. La versione danzata negli ultimi due sabati è meno truculenta ma l’atteggiamento dei giocatori era chiaramente di grande convinzione e voglia di battere gli avversari.
L’unico possibile problema per gli All Blacks è emerso nella seconda partita: forse lo sviluppo era stato fin troppo simile a quello della prima, con il vantaggio accumulato con relativa facilità anche grazie a 10 minuti di superiorità numerica quando un avversario aveva subito un cartellino giallo, ma questo sabato alla fine del primo tempo i neozelandesi forse hanno inconsciamente cominciato a mollare un po’ e i sudafricani sono riusciti a ridurre le distanze nel punteggio. È comunque vero che nel momento in cui la partita avrebbe potuto davvero cambiare gli All Blacks hanno segnato altre due mete riportandosi a distanza di sicurezza quindi sono stati meno brillanti ma hanno comunque mantenuto una certa concretezza.
Nelle prossime due settimane toccherà all’Australia giocare le sue prime due partite, in casa propria, una contro il Sud Africa e una contro la Nuova Zelanda.
Gli Springboks sono già con le spalle al muro in un calendario che quest’anno per loro è difficile con le tre trasferte iniziali e l’unico vantaggio che nella seconda parte del torneo avranno tre partite consecutive in casa. Gli All Blacks invece andranno in Australia con il morale alle stelle e se dovessero vincere anche lì metterebbero un’ipoteca sul torneo, soprattutto se riuscissero a segnare molte mete anche contro i Wallabies guadagnando ancora una volta un punto di bonus.
Nei test match l’Australia non è sembrata irresistibile ma questo è il TriNations, il torneo che vede sfidarsi le grandi potenze dell’emisfero australe, perciò nessuno si tira indietro e i Wallabies non vorranno certamente permettere che gli avversari vengano a fare passerella nei loro stadi.


Non ci sono commenti
Non ci sono commenti per questo articolo