E’ partita la Patagonìan Expedition Race 2011



E’ iniziata l’8 Febbraio 2011 la Patagonian Expedition Race. Si tratta di un’esperienza unica al limite delle risorse umane da impiegare in 600 km divisi tra Kayak, bici e a piedi tra i venti polari della regione cilena. Prima di leggere le testimonianze di chi dal vivo ha assistito a questa esperienza, pensavo che solo Dio potesse compiere un impresa del genere, percorrere tutti questi km nella parte più inospitale del pianeta senza fermarsi mai, senza dormire, sfidando le forze della natura da parte di esseri umani.

Infatti questa competizione concepita da un gruppo allo scopo di esplorare i limiti estremi della resistenza umana, il percorso attraverso la Patagonia cilena, dalle montagne di Torres del Paine allo stretto di Magellano sarà affrontato da 36 atleti divisi in squadre da 4 e rappresentano 8 paesi, l’Italia è stata sempre assente.

Anche questo anno la gara si svolgerà a qualche centinaio di km dalla penisola antartica, in questo posto a Febbraio è piena estate, ma è una terra con venti gelati fino a 200 km orari con piogge incensanti, divisa da isolotti e fiordi la cui toponimia è suffragata da quanto esposto: Fiordo ultima Speranza, Baia Inutile, Porto Fame, Isola Desolazione. Le squadre partono da Lago Grey fino ad arrivare, dopo appunto 600 km a Capo Froward, il punto più australe del continente. Queste enormi intemperie possono manifestarsi già dal primo giorno di gara e spesso gli organizzatori, per evitare di perdere i concorrenti già all’inizio, la sospendono.

Quando gli atleti partono non hanno più soste affrontano i primi 100 km di MTB al termine scendono dalla bici la smontano, la imballano per il trasporto al punto successivo, si tolgono gli abiti fradici di pioggia, mangiano quel poco cibo che sono riusciti ad inserire negli zaini e preparano il kayak o l’attrezzatura di Trekking verso Sud, unica direzione possibile, attraverso territori inesplorati, dotati di bussola e di mappe con l’0bbligo di arrivare a una serie di punti di ritrovo ad una certa ora e senza usare il GPS d’emergenza, solo nel caso di totale perdita d’orientamento, se no si rischia la squalifica. La furia degli elementi ha la meglio su alcune squadre che vengono recuperate con l’onore delle armi altri resistono e come diranno alla fine non conta più la resistenza fisica resta la volontà.

La conclusione  si farà a Punta Arenas il premio è uguale per tutti, nulla sia per vincitori e non, ma gli atleti sono felici di essere li, per il quale hanno messo a repentaglio la propria vita, eppure sono ansiosi di tornare l’anno successivo

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