AS Roma: il sogno che potrebbe essere un incubo
Aria di delusioni a Trigoria. Aria di confusione, di sfiducia. Un’aria che potrebbe mandare a monte un progetto, le quali credenziali sembravano essere di altissimo livello, ma che si stanno dimostrando molto al di sotto delle aspettative. E solo adesso dopo la sciagurata eliminazione in Europa League, che il popolo romano e romanista torna con i piedi per terra.
Un assetto societario ancora non chiaro, la squadra che non si adatta agli schemi del nuovo allenatore e un mercato che prometteva tanto ma che ha portato poco. Questi sono i punti su cui ci si sta interrogando in questi giorni. Non si puo’ parlare solo della Roma in campo.
La societa è cambiata completamente, ma mostra parecchi punti interrogativi. Il caro Walter Sabatini, forse il miglior ds in Italia al momento, avrebbe dovuto lavorare solo e in pace. E tra presidente, tifoseria, allenatore e vice allenatore (fino a poco fa De La Pena) si è solo alimentata pressione, che di certo non ha aiutato il ds romanista a svolgere i suoi compiti con tranquillità.
Ora si trova davanti a una corsa contro il tempo. Se guardiamo la casella aquisti e quella delle cessioni, possiamo capire come chi è arrivato non possa prendere il posto, almeno da subito, dei vari Riise, Mexes, Vucinic. Certo sono stati presi tanti giovani di prospettiva, ma come si sa Roma è una piazza a cui non piace aspettare.
Diciamo che si stanno cercando di seguire le orme dell’Arsenal di Wenger. L’unica differenza è che a Londra è lui il capo. A Roma tra Sabatini, Luis Enrique e a breve Baldini si dovrà dividere una poltrona per tre, Di Benedetto permettendo. Ma questo è il problema forse minore al momento.
Il progetto. Nel calcio italiano ci puo’ essere spazio per una squadra dalla mentalità spagnola, ossia una squadra d’attacco che fa salire ogni singolo giocatore eccetto i due centrali? Una squadra la cui mentalità spregiudicatamente offensiva si va a scontrare contro questo nuovo calcio dalle spiccate mentalità difensive, soprattutto qui in Italia con il modello catenaccio.
Forse è un po azzardato, ma la maggior parte delle persone pensa che la scelta Luis Enrique sia già un flop. Perchè in Italia quanti spagnoli ricordiamo per i meriti? Poco o niente. Adattare un tipo di calcio così differente al nostro sembra una chimera.
Adesso che mancano poco meno di 3 giorni alla fine del calciomercato la roma ha bisogno ancora di un difensore, almeno un centrocampista e un attaccante. Per la difesa sembrava fatta per Kjaer (22) che sarebbe arrivato con la formula del prestito fissato a due milioni con diritto di riscatto a 8. Ma all’ultimo il Wolfsburg ha deciso di “obbligare” il riscatto del giocatore. Non è ancora sfumato l’acquisto, ma è obbligatorio guardarsi intorno perche il tempo stringe. Angelo Ogbonna (21) sembra l’unica alternativa.
Per il centrocampo c’era un sogno chiamato Casemiro (19). Che pero ha rinnovato con il San Paolo. Adesso si parla di Freddy Guarin (22), Fernando Gago (25) e Mirjalem Pjanic (20). Si vocifera anche di un interessamento della Roma per Jack Wilshere (18)trequartista mancino dell’Arsenal che ha un futuro luminoso davanti a se. Ma questa è solo una voce.
Capitolo attacco. Per Vucinic e Menez che se ne vanno, arrivano Bojan, Osvaldo e Lamela. Ad oggi possiamo dire che nessuno dei tre puo’ fare il 10% di quello che hanno fatto i due ex romanisti, soprattutto il primo, vero e proprio trascinatore in questi ultimi anni. Si parla ancora di Nilmar (22) anche se sembra un ipotesi ormai remota e Palacio (27) che sembra più vicino a Roma che a Milano. Affari che si potrebbero concludere con Borriello che adesso puo’ giocare di nuovo nelle competizioni europee dopo la debacle in Europa League. Perchè si parla di debacle.
La stessa che si potrebbe ripetere in campionato se non si dà una svolta a un progetto partito in grande che si sta sminuendo giorno dopo giorno.
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Commenti all'articolo (2)
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ma chi cazzo l’ha scritto sto articolo! vorrei dirgli cambia mestiere oppure cambia sport!!